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Il Progetto di Fruizione

Mediante gli interventi di recupero realizzati e la promozione di iniziative aperte al territorio presso il casino, si intende inserirlo nella rete dei beni rurali che insistono sull’area e sviluppare forme di collaborazione con realtà locali attive nell’ambito della promozione culturale e ambientale, nella conservazione della memoria storica locale. Tali collaborazioni intendono promuovere, lo sviluppo di una conoscenza, di un senso di appartenenza e di affezione al territorio da parte dei suoi abitanti, i primi fruitori e “custodi” spontanei dei luoghi.

Il recupero della struttura e della sua piena funzionalità, preservandone la destinazione abitativa, è stato finalizzato a di destinare occasionalmente, previa prenotazione, gli spazi esterni e alcuni ambienti interni, ad attività rivolte a piccoli gruppi di utenti, quali visite guidate, riunioni associative, incontri aperti al pubblico, attività laboratoriali, nonché offrire un luogo di sosta in occasione di escursioni, pedonali o ciclabili

È prevista una fruizione programmata in occasione di attività organizzate dalle associazioni coinvolte per la visita al casino, per la presentazione di studi, di ricerche, per lo svolgimento di piccoli seminari e attività laboratoriali incentrati sulla tutela e gestione dell’ambiente, della storia, dell’archeologia, dell'arte, dell’architettura, delle arti figurative, delle tradizioni popolari, della musica, , del turismo culturale ecc.

La fruizione occasione di alcuni ambienti e spazi di pertinenza del casino come luoghi per lo svolgimento di attività incentrate sulla conoscenza e sulla valorizzazione dei beni rurali, del paesaggio e dell’ambiente della Murgia, intende aggiungere un valore aggiunto alle attività di divulgazione e di conoscenza del territorio e del patrimonio rurale, inteso come patrimonio comune da tutelare, in un’ottica di riscoperta delle proprie radici e di insegnamento della bellezza : “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore” (citazione tratta dal film del 2000, I cento passi, ispirato alla vita e di Peppino Impastato).

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